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Api sul Monviso

Nella nostra azienda abbiamo circa 200 arnie. In stagione l'esercito delle operaie conta fino a 60.000 api per alveare. Ognuna ha il proprio compito. E' un piccolo manipolo di operaie che necessita di attenzioni costanti.

Conoscerle una ad una ci permette di individuare le famiglie migliori da cui selezionare le larve per le nuove regine. Anche questo procedimento avviene in azienda solo in specifici momenti dell'anno, quelli del ciclo naturale che preferiamo ad incubatrici e processi forzati.

Nella nostra azienda, comandano loro.
Non esiste nutrizione stimolante, infatti le famiglie crescono con l'avanzare della primavera e la famiglia arriva a produzione completa in armonia con i tempi della natura. A noi spetta seguire il tempo ed interpretare il ritmo delle stagioni, spostando di volta in volta gli alveari.
Per questo, pazzerelli come il tempo, non siamo in grado di fare stime. A volte un prodotto non è disponibile - come l'acacia 2019 - o possiamo fornirne solo piccole quantità.

Piccole produzioni di alta qualità.  E' il primo comandamento di Volavìa: mieli biologici del Monviso.

L’areale di volo delle api può raggiungere i 4 km. Un dato importante,  che presuppone un’approfondita conoscenza del territorio da parte dell'apicoltore… La scelta delle postazioni, pertanto, è tra le  nostre principali preoccupazioni. Un procedimento delicato, fatto di valutazioni preventive, sopralluoghi,  ma soprattutto di tentativi. Il posizionamento di un nuovo apiario è sempre una scommessa: finché non provi non puoi sapere se le api concorderanno con la tua scelta, ma se qualcosa dovesse andare storto dovrai aspettare un anno intero prima di poter riprovare.
E poi, ci sono fattori determinanti nei quali puoi solo sperare: la regolarità delle stagioni, l’equilibrio delle fioriture, l’assenza di furti.

Apicoltura sul Monviso

In campo, la principale minaccia del momento è la varroa, che combattiamo praticando il blocco di covata e intervenendo con metodi biologici.
La prevenzione contro l’acaro varroa è obbligatoria per tutelare la salubrità generale ed evitare il dilagare del parassita nel proprio apiario e in quello dei colleghi. Anche in questo caso operiamo in maniera amica dell’ambiente.

Pratichiamo l’apicoltura nomade. Per raggiungere le fioriture ci spostiamo di notte, quando le  api sono all’interno dell’alveare, e cerchiamo di arrivare a destinazione prima dell’alba.
Nella scelta delle postazioni teniamo conto delle correnti d’aria, dell’esposizione al sole, verifichiamo la presenza di acqua, ma soprattutto evitiamo luoghi vicini a colture intensive. Da un lato, la pratica del nomadismo in zona montana, rende più rischioso l’esercizio della professione, ma dall’altro ci tutela dai rischi da contaminazione da pesticidi.

Come sempre  è  una questione di scelte, e noi abbiamo scelto la strada meno battuta, anche in senso letterale! Ci spostiamo con il nostro inseparabile autocarro cassonato, che non teme salite e fondi sconnessi. Durante la fioritura del tarassaco e dell’acacia potete incontrarci tra boschi selvaggi e borgate abbandonate lontane da coltivi. Quando arriva il caldo, come i veri pastori, saliamo ai pascoli. Ci godiamo le giornate di sole, lo scampanellio delle greggi intorno a noi, il riposo nelle giornate di pioggia. E scendere a valle, al termine della fioritura, ci dispiace sempre un po’…

Nomadismo api

La nostra bibliografia preferita e i libri che ti consigliamo se ami le api come noi!

Cover libro "Malattie delle api e salute degli alveari"   Conver libro "La democrazia delle api"   Cover libro "Il regno delle api"  Il ronzio delle api